MAGNETOTERAPIA A BASSA FREQUENZA
La magnetoterapia a bassa frequenza, detta anche elettromagnetoterapia, si esegue applicando un campo magnetico di intensità rilevante (da 20 Gauss per apparecchi portatili a salire) con una frequenza molto bassa (da 6 a 100 Hertz). Il principio terapeutico è molto semplice: il corpo contiene notevoli quantità di acqua, che, come è noto, presenta una molecola con spiccate caratteristiche dipolari. In presenza di campi magnetici alternati, le molecole di acqua si mettono a oscillare, eseguendo un micromassaggio che facilita l'eliminazione dei rifiuti metabolici. La magnetoterapia a bassa frequenza ed alta intensità è particolarmente indicata per la calcificazione ossea e trova valida applicazione anche nella terapia del dolore ed in generale nel trattamento dei tessuti molli.
Ogni singola applicazione deve durare almeno mezz'ora, meglio se una o più ore, per accelerare la guarigione; le applicazioni, poi, devono svolgersi al ritmo di una o più al giorno per almeno 10, 15 o più giorni, a seconda della gravità del caso, per ottenere risultati concreti e durevoli. Questa tecnica aiuta la singola cellula a recuperare un opportuno equilibrio; perciò la sua utilità si estende a una vasta gamma di casi. In pratica, qualsiasi malattia che trovi la sua causa remota in una sofferenza cellulare trarrà beneficio dall'uso della magnetoterapia a bassa frequenza.
Alcune delle indicazioni sono le seguenti: artrite, artrosi, asma, atrofia muscolare, contratture muscolari, cefalea, lombalgia, sciatalgia, nevralgie intercostali, ulcere varicose, periartrite scapolo omerale, distorsioni, fratture, osteoporosi, osteoartropatia, prostatite, etc.
Ritardi di calcificazione
La magnetoterapia a bassa frequenza è particolarmente indicata per tutte le persone che soffrono di ritardi di calcificazione dovuti a traumi, a recupero post-operatorio in seguito ad interventi di riduzione di fratture o di innesto impianti protesici, così come in soggetti affetti da osteoporosi.
Risulta pertanto uno dei trattamenti suggeriti per pazienti anziani e per donne nel periodo post-menopausa in cui si riscontrano i casi più numerosi di osteopenia (riduzione della massa ossea).
MAGNETOTERAPIA AD ALTA FREQUENZA
La magnetoterapia ad alta frequenza, detta anche elettromagnetoterapia ad alta frequenza o CEMP (campi elettromagnetici pulsati), si basa sull'emissione di onde radio di frequenze comprese tra i 18 e i 900 MHz in brevi impulsi, la cui frequenza è regolabile.
L’alta frequenza e bassa intensità (misurata in milliWatt) è particolarmente indicata nella terapia del dolore, cicatrizzazioni, edemi ed in generale nel trattamento di patologie a carico dei tessuti molli.
Può essere utilizzata anche per i ritardi di calcificazione, ma richiede più trattamenti rispetto alla magnetoterapia a bassa frequenza.
Differenza tra MAGNETOTERAPIA ad ALTA FREQUENZA e TENS
La TENS agisce sul dolore con una prevalente azione sulle vie nervose e quindi sul sintomo doloroso. La magnetoterapia ad alta frequenza, oltre ad agire sulle terminazioni nervose, agisce con maggiore efficacia a livello della struttura cellulare, favorendo un ripristino delle normali condizioni fisiologiche.
Gli studi effettuati e le esperienze cliniche confermano l'assoluta innocuità e assenza di effetti indesiderati della terapia con onde elettromagnetiche (le controindicazioni, o meglio l'utilizzo sotto stretto controllo medico, si limitano ai portatori di pacemaker, alle donne in gravidanza, a pazienti con gravi patologie cardiologiche/neurologiche o che presentano stati tumorali estesi).
Proprio per queste ragioni, i CEMP sono stati impiegati nelle patologie più svariate ottenendo sempre risultati soddisfacenti, sia in pazienti ospedalizzati che ambulatoriali.
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